Italia
- DATA ACQUISIZIONE1973
- SOGGETTO PRODUTTOREGabinetto Fotografico NazionaleGabinetto Fotografico Gallerie degli UffiziGabinetto fotografico della Regia Soprintendenza all'Arte Medioevale e Moderna - Firenze
Fratelli AlinariAndersonFratelli D'AlessandriBraunBrogiCeccato, AntonioCugnoni, ValerianoMorpurgo, LucianoMoscioni, RomualdoTuminello, LodovicoFerrario, AchilleMalenotti, Gino - CRONOLOGIA1861 - 1975
- storia archivisticaIntorno agli anni '70 dell'Ottocento si profila l'esigenza istituzionale di avviare una ricognizione catalografica sul territorio nazionale delle emergenze architettoniche e storico artistiche. A questo scopo a livello ministeriale vengono redatti elenchi e si affidano ai fotografi le prime campagne documentarie di rilievo: siamo nel 1878 e nei quattro anni successivi moltissimi centri italiani vengono interessati da un'indagine fotografica sistematica. Il dibattito sulle modalità della riproduzione fotografica conduce alla redazione di un vero e proprio “Regolamento per le riproduzioni fotografiche dei monumenti ed opere d’arte” (1893) che prevedeva la consegna delle copie d’obbligo e in alcuni casi dei negativi originali. Il susseguirsi di queste campagne, unito alla nuova sensibilità per il restauro e la documentazione delle sue varie fasi, comporta la creazione di un primo corposo nucleo di immagini che vanno senz'altro a costituire la base del fondo MPI, in stretta connessione con organismi ministeriali quali la Direzione Generale di Antichità e Belle Arti, l'Ufficio per il Catalogo e la Regia Calcografia. Già nei primi anni '90 la raccolta ha raggiunto proporzioni tali da rendersi necessaria un'adeguata sistemazione funzionale al suo ordinamento e conseguente utilizzo. Vengono accorpati i materiali provenienti dalla Direzione Scavi Musei e Gallerie e della Direzione Monumenti costituendo la “Raccolta fotografica del Ministero dell’Istruzione”, di cui, nel 1899 viene redatto un regolamento per consultazione e prestito. Nel 1907, con l'avvio della pubblicazione del Bollettino d'Arte del Ministero della Pubblica Istruzione, si ha un ulteriore sviluppo dell'Archivio, da cui proveniva o nel quale confluiva la maggior parte dell’apparato fotografico del periodico. Allo stesso modo, la nascita delle Soprintendenze territoriali, comporta l'accumulo di altro materiale fotografico relativo alle realtà locali e periferiche, così come il contributo consistente da parte del Gabinetto Fotografico Nazionale che alimentò costantemente il corpus fotografico dell'Archivio in tutta la sua esistenza. Nel 1922, con la costituzione dell’Istituto Italiano di Archeologia e Storia dell’Arte, parte dell'archivio viene convogliato nelle nuova istituzione, a formarne il nucleo di partenza della fototeca. I numerosi tentativi di gestire il materiale, ordinarlo, inventariarlo, renderlo fruibile e rintracciabile, si susseguono sempre in modo parziale e mai sistematico, rispetto alla totalità dell'archivio. Il 1973 vede la riunione in un solo istituto dell'Archivio, del Gabinetto fotografico nazionale e dell’Ufficio Catalogo, con affidamento direttivo a Oreste Ferrari, all'epoca Direttore dell’Ufficio Catalogo. In un documento firmato da Ferrari, si definisce la Fototeca Centrale come “precariamente ospitata in locali di pertinenza del Centro Internazionale del Restauro, nel S. Michele” e si richiede lo spostamento in una sede più congrua. Dopo l’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e la nascita dell’ICCD i materiali furono definitivamente trasferiti nella sede attuale del Complesso di San Michele a Ripa Grande, Conservatorio delle zitelle, appositamente ristrutturato allo scopo. Il fondo MPI è stato oggetto di studio, finalizzato alla definizione di un progetto di catalogazione mirato, che tenesse conto della particolarità e della rilevanza quantitativa del fondo. Il progetto si è articolato in due fasi: tra il 2012 e il 2013 è stato realizzato uno studio di fattibilità (vedi "Fondo fotografico del Ministero della Pubblica Istruzione MPI. Progetto di catalogazione", a cura di Pierangelo Cavanna, 2013) accompagnato da una fase sperimentale di catalogazione condotta a campione. La fase esecutiva del progetto, partita a ottobre 2014 è ad oggi in via di completamento. La partizione Italia del Fondo è stata completata dalla A alla Z per quanto riguarda i toponimi, mentre è in via di completamento l'inventariazione e studio storico critico delle fotografie relative ai grandi musei (Uffizi, Pinacoteca di Brera, Gallerie dell'Accademia di Venezia, Museo Nazionale Romano ecc.), per i quali si è profilata la necessità di un'analisi più approfondita. Il lavoro puntuale svolto sulle fotografie relative al Museo Nazionale del Bargello, condotto dagli allievi della Scuola di Specializzazione della Sapienza nell'aa. 2017-2018 può offrire un modello di riferimento in tal senso. Infine, le ultime attività sulla partizione Italia hanno riguardato in particolare la descrizione delle fotografie relative a Roma, Città del Vaticano e Pompei, patrimonio fotografico imprescindibile relativo alla documentazione dei primi scavi archeologici e dei calchi umani e animali.
- ambiti e contenuto
Fotografie di documentazione del patrimonio storico artistico, archeologico, architettonico e, in misura minore, paesaggistico italiano. Sono presenti materiali provenienti dalle singole Soprintendenze territoriali, connessi all'attività di censimento e catalogazione, a partire dalle emergenze architettoniche fino alle suppellettili ecclesiastiche contenute nelle chiese o agli arredi e oggetti di arte applicata. Cospicua è la documentazione relativa ai grandi musei e gallerie nazionali così come agli scavi archeologici, reperti, collezioni e allestimenti museali. Interessante e corposo il materiale legato alle pubblicazioni di settore: in primis al Bollettino d'Arte. Da segnalare una grande quantità di immagini che documentano i danni di guerra e l'attivazione di protezioni antibelliche durante i conflitti mondiali, nonché quelle relative alle calamità naturali (terremoti, alluvioni). L'estrema parcellizzazione sul territorio della documentazione fotografica, comporta la presenza di un'enorme quantità di autori fotografi più o meno noti, molti di questi legati ad ambiti locali.
- consistenza160000 positivi
- criteri di ordinamentoL'ordinamento alfabetico topografico si ripete per ogni tipologia morfologica di materiali (fotografie sciolte, in cartelline sospese; fotografie su supporto secondario; grandi formati). L'ordinamento topografico segue un criterio gerarchico dal generale al particolare, partendo dall'unità minima di senso: il toponimo. All'interno di queste, l’attività di riordino fisico e storico-critico ha reso facilmente individuabili le unità archivistiche presenti nel fondo, al fine di comprenderne più chiaramente la struttura e le circostanze di incremento.
- COLLOCAZIONEI fototipi sono disposti all'interno di archiviatori ubicati nella sala Chiostro (fotografie cartonate e sciolte) e nella sala Tevere (grandi formati), al primo piano dell'ICCD. La collocazione fisica segue l'ordine topografico per comune dalla A alla Z. Le fotografie su supporto (cartonate) sono collocate in archiviatori metallici di colore grigio chiaro, separate all'interno da divisori che ne identificano le serie e i nuclei tematici; le fotografie sciolte sono collocate all'interno di archiviatori metallici di colore grigio scuro, disposte nelle cassettiere in cartelline sospese con il medesimo criterio delle fotografie su supporto con le quali vanno ad integrarsi; i grandi formati sono ubicati all'interno di cassettiere piane al centro della sala T, entro cartelle conservative a quattro falde, che separano e organizzano i materiali con lo stesso criterio logico evidenziato per le altre tipologie morfologiche (fotografie cartonate e sciolte).
- modalità di acquisizioneproduzione propria - 1973