Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

Il fondo è costituito da 163 stampe in formato ‘archivio’ (cm. 28 x 22,5) risultato delle campagne fotografiche realizzate sul territorio nell’ambito del progetto Archivio Bellosguardo nato con lo scopo di valorizzare la fotografia vernacolare come patrimonio e memoria collettiva esportando il know how dell’ICCD, rileggere il territorio attraverso nuove champagne e attivare processi di sviluppo territoriale nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Ideato da Alessandro Imbriaco e curato da Martina Alessandrini, Benedetta Cestelli Guidi e Francesca Fabiani il progetto ha visto all’opera i fotografi Alessandro Coco, Valerio Morreale, Nunzia Pallante, Mattia Panunzio e Sarah Wiedmann che hanno ritratto e documentato il paese di Bellosguardo, producendo lavori molto diversi tra loro ma sorprendentemente complementari.
Il lavoro Ortipedie di Nunzia Pallante indaga la natura sia quella incontaminata dell’orto botanico, sia quella addomesticata lungo le vie del paese. Alle immagini dei vicoli del paese, la fotografa ha poi aggiunto il suo intervento manuale, posizionando erbe, fiori e semi sulle fotografie, per poi rifotografarle. Il risultato è un pattern polimaterico che genera paesaggi quasi fiabeschi.
In A nice view, Valerio Morreale si lascia guidare dall’esperienza dello sguardo per trasmettere l’atmosfera del paese un tassello alla volta, cristallizzando nello spazio della fotografia, elementi identitari del luogo.
Sara Wiedmann ci introduce nell’universo femminile del paese. Nella serie Der Besuch la giovane fotografa tedesca racconta le donne di Bellosguardo, ritraendole a lavoro, nelle loro case, nel loro tempo libero.
Dal verde è il lavoro di Mattia Panunzio che si concentra sul rapporto tra gli abitanti e i luoghi. Ogni scatto, dai ritratti, agli interni domestici, alle vedute, è frutto di un incontro tra l’autore, il contesto e gli abitanti.
Il lavoro di Alessandro Coco Qualche volta da qui si vede anche il mare non si concentra sui luoghi ma sulla loro rappresentazione. L’immagine di un dipinto, la scultura del santo nella chiesa, i cartelli esplicativi del Parco sono prelievi di realtà già tradotta in immagine da qualcun altro prima di noi.
Le fotografie sono state esposte in mostra a Roma e a Bellosguardo, tra il 2019 e 2020