Il fondo Bencini e Sansoni è costituito da negativi su lastra alla gelatina ai sali d’argento nei formati 21x27 e 18x24) e si articola in due nuclei distinti per cronologia e soggetti fotografati. Alla fine degli anni ’30 Giulio Bencini e Mario Sansoni attuano l’ambizioso progetto di una completa ricognizione fotografica di quattro cicli pittorici italiani di epoca medievale, oggetto in quegli anni di una revisione storico critica da parte degli esperti di settore: il ciclo pittorico della cappella di San Silvestro in Santa Croce a Firenze, i cicli di affreschi del Vecchio e Nuovo Testamento e della vita di San Francesco della Chiesa Superiore di Assisi, il ciclo di affreschi dell’Antica abbazia di S. Pietro al monte di Civate e gli affreschi delle Chiese di S.Ruffinucio e S.Giuseppe di Assisi. Questa monumentale documentazione darà vita alla collana editoriale titolata “Artis Monumenta Photographice Edita” curata da Pietro Toesca. Il secondo nucleo, databile ante 1932 e ascrivibile a Giulio  Bencini, si concentra invece su opere d’arte mobili disponibili sul mercato privato e sulle grandi opere di edilizia sociale realizzate dal regime fascista: il rinnovamento urbanistico di Roma ed i particolare Via dei Fori Imperiali e Stadio Mussolini, i nuovi agglomerati urbani di Latina (Littoria) e Sabaudia in costruzione sui terreni recuperati dalla bonifica della pianura pontina, la strada panoramica del Lago di Garda -la Gardesana- e la diga di Cerasole. Sono presenti anche specifiche tipologie architettoniche quali uffici postali, stadi e colonie marine edificate in tutta la penisola.