Il fondo è costituito da stampe positive di proprietà del pittore e decoratore, probabilmente da lui stesso eseguite. Si tratta di immagini che da un lato restituscono lo sguardo dell'uomo sul suo contesto familiare e professionale e dall'altro dell'artista intento a sfruttare il mezzo di riproduzione per documentare la propria produzione e alimentare il bacino del suo mercato: il gran numero di ritratti e di spunti decorativi riprodotti sembrano documentare tale intuizione imprenditoriale laddove all'istanza di fissare su lastra modelli dal vero, utili a ispirare le composizioni pittoriche, va ricondotta una altra porzione del fondo. Notevole la serie scattata a Capri nel 1911 relativa alla famiglia del pittore. Al primo nucleo appartiene la preziosa, perchè oggi scomparsa, documentazione della decorazione del soffitto di Villino Rava a Roma da lui realizzata. Altra peculiarità di questo fondo è mostrare l'allestimento di uno studio privato tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento: l'ambiente dello studio londinese del pittore è mostrato nella cura del suo allestimento concepito per esporre alla clientela la sua produzionhe pittorica, rilevante sopratutto nell'ambito del ritratto.
Nelle fotografie utili per la composizione pittorica si segnalano quelle di animali, i paesaggi marini, le modelle e modelli in posa.
L'archivio è entrato a far parte del patrimonio fotografico dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione nel 1998 grazie alla donazione di M. Paola Maino.
Le fotografie documentano le opere di Edoardo Gioja, pittore e fotografo. Gli scatti appaiono eseguiti con l'intento di avere a disposizione un archivio di immagini utili al suo lavoro di artista.
Edoardo Gioja nacque a Roma nel 1862 dove iniziò la sua formazione. L'artista, che avrà una lunga carriera e un vasto consenso, partecipa fin dagli anni '80 a eventi artistici nazionali e internazionali.
Pittore di storia, paesaggista e abile ritrattista sa cogliere durante i suoi viaggi in paesi europei nuove esperienze artistiche. All'attività romana affianca, a partire dall'inizio del XX secolo, lunghi soggiorni a Londra dove si trasferirà definitivamente nel 1921.
Aspetto importante della sua opera è l'interesse per le tecniche e le arti applicate. Tra il 1890 e il 1910 lavora alla decorazione e all'arredamento di nuovi villini signorili: villa Manzi, palazzo Zuccari-Hertz (l'attuale Biblioteca Hertziana), il Villino Spalletti, il Villino Rava delle Rose (andanto distrutto).
Nel 1911 partecipa alle celebrazioni per i cinquanta anni dell'Unità d'Italia con i pannelli raffiguranti "L'Italia vittoriosa con la forza e l'intelligenza" che si adeguano al tono retorico dell'evento. Nel 1918 alla Galleria centrale d'arte per l'incremento artistico di Milano si apre una mostra dedicata interamente alla sua opera. Muore a Londra nel 1937.
I soggetti rappresentati sono tutti, tranne alcune eccezioni, legati alla sua attività: i disegni e i dipinti (molti i ritratti) sono riproposti in più scatti o stampati con differenti tecniche. Sono presenti immagini del suo studio di Londra e dello stesso Gioja che lì appare in alcuni scatti. Soprattutto rimane la documentazione fotografica delle elaborate decorazioni dei villini romani che lo hanno visto protagonista, presso una committenza alto borghese e aristocratica, del gusto dell'epoca.
Sono inoltre conservate le interessanti fotografie relative ai disegni e ai quattro dipinti dedicati alle stagioni (1896-1899).
Numerose le fotografie prese dal vivo, utili come modelli per le sue composizionitra cui animali e modelli in posa
immagini dalle raccolte fotografiche