Le fotografie raccolte nel fondo hanno per oggetto: le vedute di monumenti (Roma); i siti della vita di Cristo (Palestina); i territori in guerra (Crimea e Cina) tutte riprese in una ventina di anni (1850-1870 ca.) .
I 38 positivi fotografici (nei formati compresi fra il 20x25 e il 30x40 cm) sono 5 carte salate di Roger Fenton relative alla guerra di Crimea (1855- 1856), 3 albumine e 1 carta salata sono di James Robertson, anch'esse relative alla guerra di Crimea e quindi coeve, 1 albumina di Felice Beato relativa alla guerra dell'oppio in Cina (1860), 25 albumine di Felix Bonfils relative al Medio Oriente e alla Terrasanta (1867-1872), 3 albumine di James Anderson relative a Roma (databili tra il 1860 e il 1870).
Nel 1984 Ando Gilardi aveva selezionato, tra le 250 complessive, le 50 di maggior valore (tra cui tutte le 38 ICCD), organizzando per la "Mostra mercato d'arte di Sarnano", tenutasi nella cittadina marchigiana dal 26 maggio al 3 giugno, l'esposizione de " I gioielli fotografici della collezione Lattanzi".
Lo studioso distinse le foto prescelte in due gruppi, le foto di guerra (Fenton e Robertson, la guerra di Crimea; Beato, la guerra dell'oppio) e la " fotografia nazarena" cioè le foto di Bonfils relative alla Terrasanta. E' presumibile che le 12 di differenza tra le 38 presentate nel 2000 all'Ufficio Esportazione e le 50 esposte a Sarnano siano state nel frattempo vendute.
Sono state acquisite dall'ICCD nel 2001, avendo il Ministero per i beni e le attività culturali esercitato il diritto di prelazione, nel momento in cui il proprietario, Rolando Lattanzi Junior, aveva chiesto il permesso di poterle venderle all'estero, presentandole all'Ufficio Esportazione di Roma. Erano queste 38 la parte più rilevante, culturalmente, storicamente ed economicamente, di una più vasta collezione, circa 250 immagini complessive, acquistata nel 1978/1979 in un luogo imprecisato del centro Italia da Rolando Lattanzi senior (padre dell'altro già citato, imprenditore e collezionista di materiali disparati) da un venditore poco consapevole del valore della merce venduta.
Dopo l'acquisizione, le fotografie sono state restaurate e montate su passepartout, digitalizzate, e sono state oggetto di due brevi pubblicazioni di Cosimo Chiarelli, (Grandi fotografi nella collezione Lattanzi dell'ICCD, in "M.a.fo.s., comunicazioni " Marzo 2002; Il fondo fotografico denominato "Lattanzi" in "Dall'opera al Museo. Opere d'arte acquistate nel 2001", 2002, Campisano editore).
Nel 2012, 15 delle 38 fotografie della collezione Lattanzi di proprietà ICCD sono state esposte nella III edizione della mostra " Memorandum, Festival di fotografia storica".
La collezione Lattanzi, sebbene composta da un numero esiguo di fotografie, riveste una grande rilevanza, anche patrimoniale.
Le foto di Fenton, in particolare (tra tutte la celebre "The Valley of the Shadow of Death", icona autentica della storia dell'arte fotografica), tra le prime in assoluto foto di guerra, risultano straordinariamente evocative, in anni in cui i tempi lunghi necessari per la posa richiedevano abilità particolari di inquadratura e strutturazione dell'immagine.
Robertson, cognato di Fenton, ne continuòl'opera di documentazione della guerra di Crimea al servizio della propaganda dell'impero britannico, quando Fenton tornòin patria.
Anche la foto di Felice Beato "Il massacro di Forte Taku", un episodio della guerra dell'oppio in Cina (1860), è tra le più celebri, con i cadaveri dei soldati cinesi messi in posa ad effetto.
Il "nazareno" (secondo la definizione di Ando Gilardi) Felix Bonfils eseguì invece, in Terrasanta, fotografie di grande suggestione, assecondando il gusto dell'esotico tipico dell'epoca.
Nel repertorio di James Anderson, fotografo inglese operoso a Roma già dalla fine degli anni quaranta del XIX secolo, si trovano molte delle più celebri immagini della Roma preunitaria.
immagini dalle raccolte fotografiche