Il fondo, pervenuto all'ICCD nel 1972, conserva  circa 5.000 negativi, generalmente gelatine bromuro d'argento su vetro di vario formato, ma fanno parte del fondo anche negativi al collodio, soprattutto nel formato 21x27. 
Lo studio Raffaelli Armoni Moretti inizia la propria attività ad opera di Luigi Armoni che nel 1867 apre uno stabilimento fotografico ad Orvieto; dal 1891 la gestione passa al genero Luigi Raffaelli e successivamente l'attività prosegue con Mario Moretti, entrato in società con Raffaelli nel 1925. Il soggetto principale del fondo è la città di Orvieto ma sono presenti anche altri centri della provincia di Viterbo (Bolsena, Montefiascone, San Lorenzo Nuovo, Lubriano e in particolar modo Bagnoregio). Di quest'ultimo è documentato il vecchio ponte di accesso all'abitato prima della costruzione di quello in cemento armato realizzato nel 1965. Di Orvieto il Duomo è senz'altro il più rappresentato, con vedute esterne ed interne e con una dettagliata descrizione dei dipinti, dei rilievi, degli arredi. Alcune lastre del fondo sono state pubblicate nel 1891 nel volume "Il Duomo di Orvieto e i suoi restauri", dove è indicata in maniera precisa la presenza di 22 fototipie e 30 zincotipie tratte "dalle fotografie di Luigi Armoni di Orvieto". Molto interessante la presenza di pizzi e merletti della scuola di merletto di Orvieto, la Ars Wetana, fondata nel 1907, che riprendeva essenzialmente motivi tratti dai bassorilievi del Duomo: foglie di edera, acanto e vite, fiori, uva, forme geometriche, uccelli e altri animali.