Il fondo Luciano Morpurgo (Spalato 1886 - Roma 1971) fu acquistato in due fasi distinte dal Gabinetto Fotografico Nazionale per volere dell'allora direttore Carlo Bertelli: nel 1969, quando lo stesso Morpurgo ne cedette la parte più rilevante (fotografie, macchine, riviste, libri) e nel 1973, dopo la sua morte, quando gli eredi ne vendettero l'ultima parte.
Si compone complessivamente di circa 85.000 fototipi di varie tipologie e formati: circa  50.000 negativi su vetro e su pellicola, circa 35.000 stampe originali eseguite con varie tecniche e una piccola quantità di diapositive.
Il fondo registra al suo interno l'archivio della ditta Kilophot di Vienna, in cui Morpurgo giovanissimo, svolse un apprendistato sulla produzione di cartoline illustrate (soprattutto di Trentino, Tirolo, Istria), costituito di lastre di grande formato eseguite prima del 1917.
Con la prima parte del fondo è pervenuto anche un gruppo di lastre fotografiche negative eseguite intorno al 1916 dal fotografo A. Ravaioli, morto prematuramente, relative alla campagna romana e ai suoi abitanti ("uomini e animali", secondo la definizione dell'autore).
Fotografo, editore, autore egli stesso di opere autobiografiche e geografiche, Luciano Morpurgo lascia un immenso corpus di immagini che riflette i suoi interessi e che offre numerosi spunti per una documentazione variegata: dai primi scatti condotti in età adolescenziale, ai veri e propri reportage di luoghi e paesi europei, africani e mediorientali, condotti nell'arco di oltre 50 anni, dal 1915 al 1967 (spesso finalizzati a progetti editoriali che non sempre vedranno la luce), agli scatti di antiche e nuove opere architettoniche (come quelle di epoca fascista a Roma); da riprese di manifestazioni e luoghi di devozione popolare (come i pellegrinaggi alla Santissima Trinità del Monte Autore attestati sin dal 1916) alle fotografie su vari aspetti del mondo contadino. Morpurgo è sempre interessato al paesaggio nella sua complessa struttura umana, storica, ambientale e si muove nello sforzo di  rendere la sua testimonianza il più possibile vicina alle persone e ai luoghi rappresentati.
Di notevolissimo valore documentario, le immagini di Morpurgo si presentano a volte "imperfette" dal punto di vista tecnico ed artistico, data la lontananza da ogni intento di carattere estetizzante.
Le sue fotografie sono volte a riprendere in modo realistico e anticonvenzionale ciòche lo circonda, una caratteristica che conserverà  sempre.
Fanno parte del fondo anche documenti cartacei di vario genere (quaderni, registri, bozze di stampa, materiale pubblicitario, pubblicazioni) relativi all'attività editoriale, tra i quali spicca il dattiloscritto originale dell'opera Cuore d'Israele, Poesia della famiglia ebraica, che confluì e completòla trilogia autobiografica di Morpurgo - era ebreo spalatino, prima fervente nazionalista italiano e poi osteggiato dal fascismo - e che fu donato dagli eredi di Morpurgo all'ICCD nel 2005.