Moira Ricci ha studiato alla Scuola di Fotografia Bauer e all'Accademia di Brera a Milano.
Al centro della sua ricerca c'è la messa in figura della relazione fra sé e gli altri, in forme di racconto che si muovono tra biografia e stralunati reportage.
Motore del suo lavoro sono quasi sempre eventi legati al vissuto, alla propria biografia, a ricordi infantili ma anche al territorio di appartenenza, la Maremma toscana, fittamente intrecciato con la trama della sua identità individuale.
Attraverso l’uso di fotografia, video e installazione, le fotografie traducono la narrazione in ironiche messe in scena, in ambienti che includono spesso il corpo dell'autrice.
Tra i lavori più noti e poetici, la serie 20.12.53-10.08.04 nata dal desiderio di ritrovare sorrisi e relazioni perdute attraverso l’aggiunta della propria figura nelle fotografie familiari che ritraevano la madre, scomparsa da poco.
Nel lavoro di Moira Ricci l’utilizzo di fotografie tratte da archivi personali o privati è un elemento ricorrente, un modo per restituire nuovi significati a immagini nate in contesti diversi.
Numerose le mostre personali e collettive in Italia e all’estero e i riconoscimenti.