Giuseppe Incorpora è stato un fotografo italiano, tra i protagonisti della fotografia palermitana e italiana dell’Ottocento. Per i suoi meriti artistici fu nominato Cavaliere del Regno d’Italia e insignito del titolo di Fotografo della Real Casa da re Umberto I. Formato alle arti e alla pittura, Incorpora fu precocemente attratto dalla nuova tecnica della fotografia, appresa grazie ai contatti con fotografi itineranti provenienti dalla Francia. La conoscenza della lingua francese e il suo spiccato estro speculativo favorirono rapporti diretti e proficui con Laisné e Gustave Émile Chauffourier, dai quali apprese i rudimenti della nuova tecnologia. Già nel 1859 praticava la fotografia per diletto e curiosità. Nel 1856, dopo il matrimonio con Rosina Pagano, avviò l’attività fotografica professionale aprendo un primo, modesto atelier a Palermo, in via Teatro di Santa Cecilia, in prossimità dei possedimenti di famiglia in largo della Messinese. Nel corso degli anni successivi trasferì più volte lo studio: dapprima in via Montesanto, quindi in via Butera, in uno dei palazzi dei Trabia; successivamente, con l’apertura della Strada Nuova verso i Colli e l’addizione extra moenia del Regalmici a porta Maqueda, nel palazzo Tagliavia. La ricerca di una migliore sistemazione per l’attività e per l’abitazione, unita alla crescente passione per la botanica, lo condusse ad affittare il piano nobile di palazzo Pajno, in via Rosolino Pilo. Qui poté realizzare una grande loggia vetrata sulla terrazza, abitare con la famiglia e dedicarsi alla floricoltura specializzata e alla raccolta di piante esotiche, successivamente donate all’Orto Botanico di Palermo. Nel 1859 Incorpora conobbe Eugène Sevaistre, fotografo itinerante fermatosi a Palermo e maestro nella produzione di stereogrammi. Sevaistre fu autore delle riprese effettuate tra la fine di maggio e i primi di giugno del 1860, durante l’insurrezione antiborbonica di Palermo e l’arrivo di Giuseppe Garibaldi con i Mille e i “picciotti” provenienti dalle province di Trapani e Palermo. Tra Incorpora e Sevaistre si instaurò un sodalizio professionale che portò alla produzione in serie di vedute stereoscopiche dei moti del 1860, considerate un documento di straordinario valore sia storico sia tecnico e riconducibili alle prime forme di ripresa fuori dallo studio, successivamente definite come reportage. Nel corso di questo lungo periodo, l’attività fotografica di Giuseppe Incorpora raggiunse una notorietà internazionale. Espose le proprie opere in numerose città europee, tra cui Dublino, Vienna, Parigi e Torino, allora capitale del Regno d’Italia. Premiatissimo e apprezzato, strinse rapporti con i principali fotografi europei, divenne amico dei fratelli Lumière a Parigi e annoverò tra i suoi clienti numerose case regnanti. Tra i soggetti più illustri fotografati da Incorpora figurano Giuseppe Garibaldi, Umberto I e Margherita di Savoia, nonché il Kaiser Guglielmo II di Germania, Donna Franca Florio, Edoardo VII del Regno Unito, Alessandra di Danimarca, il barone Luigi Tulumello e numerosi altri esponenti dell’aristocrazia europea. Giuseppe Incorpora fu socio effettivo della Società Fotografica Italiana di Firenze, nell’ambito della quale presentò diverse comunicazioni tecniche. Fu inoltre nominato Commendatore dell’Ordine londinese della Minerva, Cavaliere dell’Ordine dell’Iftikar dal Bey di Tunisi nel 1881 e membro della Giuria d’onore all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892.  Collaborò con Eugenio Interguglielmi; entrambi furono considerati tra i primi fotografi del capoluogo siciliano e furono premiati all’Esposizione di Palermo del 1891-1892. Insieme a Enrico Seffer, costituirono il gruppo dei tre fotografi palermitani più noti della fine del secolo. Giuseppe Incorpora si spense a Palermo il 14 agosto 1914. La sua attività fotografica fu proseguita dai figli Francesco e Giovanni e successivamente dal nipote Giuseppe Incorpora jr.